Hai presente quel momento in cui decidi che il tuo vecchio decespugliatore non ne vuole più sapere di funzionare come si deve, e ti viene il dubbio su quale modello acquistare? Magari pensi: “Ok, prendo il solito due tempi, perché lo conosco da sempre,” oppure “Ho sentito parlare bene dei quattro tempi, sono più moderni e meno rumorosi.” Ma quale sarà il più adatto? In realtà, non esiste una risposta unica: dipende da come userai la macchina, da quanta erba o sterpaglie devi affrontare, e da quanto tempo vuoi dedicarci.
In questa guida, affronteremo la questione in modo semplice ma dettagliato, cercando di chiarire le differenze tra i motori a 2 e 4 tempi, i pregi e i difetti di ciascun tipo, e le situazioni in cui uno prevale sull’altro. Se sei in cerca di consigli per un uso professionale oppure solo domenicale, continua a leggere: troverai tanti spunti utili per scegliere senza rimpianti.

Cilindrate, Potenza e Peso
Prima di tutto, vale la pena fare una panoramica sulle cilindrate disponibili e capire come si distinguono, in media, le macchine a 2 e 4 tempi.
Motori a 2 tempi: un’ampia gamma di scelte
I decespugliatori a 2 tempi sono in giro da oltre 50 anni. Vuoi un modello leggero da 20 cc per piccoli lavori o un super mostro da 60 cc per sterpaglie selvagge? Non c’è problema. Nel tempo, i produttori hanno creato un’infinita varietà di motori in questa categoria, coprendo quasi tutte le fasce di potenza.
- Cilindrate piccole (20–29 cc): potenza da 0,7 a 1,0 HP, peso di circa 5–6 kg
- Medio-piccole (30–34 cc): potenza 1,1–1,3 HP, peso intorno ai 6–6,5 kg
- Medie (35–40 cc): potenza 1,4–1,6 HP, peso 6,5–7 kg
- Medio-grandi (41–46 cc): potenza 1,7–2,0 HP, peso 7–7,5 kg
- Grandi (47–54 cc): potenza 2,1–2,4 HP, peso 7,5–8,5 kg
- Molto grandi (55–65 cc): potenza 2,5–3,0 HP, peso 9–10 kg
Più sali di cilindrata, più la macchina diventa “pesante” sia fisicamente sia per le orecchie (e a volte anche per il portafoglio). Naturalmente, guadagni in capacità di taglio: un 55 cc divora tranquillamente rovi e spini.
Ultimo aggiornamento 2025-12-28 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API
Motori a 4 tempi: arrivano i “nuovi” nel quartiere
I 4 tempi sono più giovani in questo settore, introdotti circa un decennio fa. Non offrono la stessa varietà di cilindrate, soprattutto nelle fasce altissime, ma negli ultimi anni sono arrivati modelli di 40–50 cc firmati da marchi come Honda o Makita. Ecco una classificazione indicativa:
- Piccole (20–29 cc): potenza 0,6–0,9 HP, peso 5,5–6 kg
- Medio-piccole (30–34 cc): potenza 1,0–1,1 HP, peso 6,5–7 kg
- Medie (35–40 cc): potenza 1,2–1,4 HP, peso 7–7,5 kg
- Grandi (41–50 cc): potenza 1,5–2,0 HP, peso 8–9 kg
Questi numeri mostrano un dato interessante: a parità di cilindrata, il 4 tempi tende a pesare di più (circa 0,5 kg in più) e ha una potenza leggermente inferiore (circa 0,2 HP in meno). Spesso manca anche la “prontezza” di coppia che trovi su un due tempi di pari cilindrata. In pratica, se vuoi la stessa potenza di un 35 cc a 2 tempi, potresti dover salire di qualche cc con il 4 tempi (e di conseguenza salire di peso).
Prima conclusione: se cerchi il miglior rapporto tra peso e potenza, il 2 tempi di solito vince. Questo non significa che i 4 tempi siano da bocciare, ma è un fattore importante da tenere a mente.
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Tecnologie costruttive: Vantaggi e svantaggi
Pro del motore a 2 tempi
- Semplicità costruttiva: meno componenti interni, meno parti in movimento. Di solito, c’è meno che si possa rompere.
- Maggiore durata (se di marca professionale): i modelli di buona qualità hanno mostrato una vita operativa notevole, soprattutto se usati in modo intenso.
- Minor peso: come visto dalle tabelle, su uno zaino o a spalla, mezzo chilo in meno può fare una grande differenza.
- Affidabilità sotto sforzo: se lo sottoponi a lavori pesanti, difficilmente ti pianta in asso.
Pro del motore a 4 tempi
- Tecnologia più recente: molti modelli hanno sistemi di combustione più accurati e un design più “moderno”.
- Ottima efficienza di combustione: consumi più bassi e meno fumo allo scarico.
- Minori vibrazioni: la combustione in quattro fasi riduce le “scosse” avvertite dall’utilizzatore.
- Funzionamento più regolare: suona meno “nervoso” e si percepisce un ritmo più lineare durante il lavoro.
Se consideriamo solo durata e peso/potenza, il 2 tempi sembra avere un vantaggio; se guardiamo consumi, rumorosità e comfort, ecco che il 4 tempi si prende una rivincita.
Facilità e Comodità nell’Utilizzo
Questo aspetto interessa a chi userà il decespugliatore per tante ore, o magari a chi è poco esperto e vuole capire se la manutenzione e le procedure d’avvio siano complicate.
Preparazione del carburante
Motori a 4 tempi
- Basta procurarti benzina verde. Non serve miscelarla con l’olio, perché il motore ha il proprio sistema di lubrificazione interna.
- La benzina semplice tende a invecchiare meno rapidamente della miscela, anche se è meglio usarla fresca (entro 3-4 mesi).
Motori a 2 tempi
- Devi preparare la miscela benzina+olio (solitamente al 2% o 2,5%).
- La miscela invecchia più in fretta, anche in tanica. Dopo un paio di mesi, potrebbe perdere le sue proprietà lubrificanti.
- Devi usare olio di buona qualità (meglio se sintetico), altrimenti rischi incrostazioni e problemi di surriscaldamento.
Chiaramente, se non hai voglia di miscelare e di fare troppi calcoli, i 4 tempi offrono un vantaggio: riempi il serbatoio e via. Se invece per te non è un dramma preparare la miscela (magari hai già un decespugliatore 2 tempi e sei abituato), questa differenza conta di meno.
Avviamento
Ormai i moderni motori, sia 2 che 4 tempi, partono abbastanza facilmente, ma ci sono alcune sfumature.
4 tempi
- Minore compressione: serve meno forza per tirare la corda d’avviamento.
- Spesso si avviano al primo o secondo strappo, e il motore rimane acceso mentre riposizioni la leva dell’aria.
2 tempi
- Maggiore compressione: richiede una certa energia sullo strappo, specialmente su cilindrate alte.
- In genere, chiudi l’aria, tiri 2-3 volte fino a sentire lo scoppio iniziale, poi riporti la leva aria in posizione normale e tiri ancora 1-2 volte per la partenza definitiva.
Per molti, non è un grosso problema, ma se sei una persona che detesta le procedure di avviamento un po’ più “macchinose,” i 4 tempi possono farti risparmiare qualche piccola frustrazione.
Comodità
4 tempi
- Vibrazioni ridotte grazie al ciclo di combustione più “dolce.”
- Generalmente più silenziosi, specie sulle cilindrate medie o piccole, il che rende il lavoro meno stressante.
2 tempi
- Vibrano di più, anche se le case costruttrici montano sistemi antivibrazione sempre più efficaci.
- Rumorosità elevata, soprattutto con motori di grossa cilindrata e giri elevati.
Lavorare a lungo con un 2 tempi può stancarti di più, specialmente se non indossi guanti antiurto o un buon sistema di imbracatura, mentre i 4 tempi regalano un’esperienza più “rilassante.”
Consumi ed emissioni
Qui il 4 tempi vince di parecchio, grazie alla sua efficienza nella combustione.
- Consumo: un 4 tempi può durare anche il doppio con un pieno rispetto a un 2 tempi di potenza simile. Se il serbatoio contiene 0,5–1 litro, su un 4 tempi potresti arrivare a 2 ore di lavoro intensivo, mentre col 2 tempi forse te la cavi con 1 ora.
- Emissioni: nel 4 tempi, bruci solo benzina, senza olio miscelato. Addio nuvoletta biancastra e odore pungente. Inoltre, bruciando meno carburante, emetti meno sostanze inquinanti. Per chi lavora vicino a casa o in zone abitate, la differenza si nota.
Manutenzione
Alla fine, le routine di base sono simili per entrambi. Controlla candela, pulisci il filtro aria, ingrassa la coppia conica in fondo all’asta. Ci sono però alcune divergenze:
4 tempi
- Devi verificare periodicamente l’olio motore (coppa dell’olio) e cambiarlo o rabboccarlo secondo le indicazioni del costruttore.
- Se ne dimentichi e lavori senz’olio, rischi danni seri.
2 tempi
- Devi stare attento ai periodi di inutilizzo: la miscela vecchia può formare depositi, rovinando le membrane del carburatore.
- Spesso si consiglia di svuotare il serbatoio e bruciare quel poco che resta nei circuiti, se prevedi mesi di inattività.
Nel complesso, né l’uno né l’altro tipo è esente da cure. Il 4 tempi ha l’incombenza dell’olio interno, il 2 tempi quella della miscela. Questione di preferenze e abitudini.
Utilizzo professionale – Utilizzo Hobbistico – Prezzo
Prezzo
Nel mercato trovi di tutto, dalle macchine cinesi a basso costo fino a quelle di brand noti come Honda (per i 4 tempi) o Kawasaki (per i 2 tempi), che possono avere prezzi importanti. A parità di marca e cilindrata, un 4 tempi costa mediamente un 20% in più rispetto a un 2 tempi, a causa della costruzione più complessa e dell’ingegneria necessaria per contenere pesi e dimensioni.
Utilizzo professionale – consigliati i 2 tempi
Se ti serve una macchina per lavorare tante ore di seguito, magari in zone con vegetazione tosta, il 2 tempi è generalmente preferibile. Perché?
- Più potenza a parità di cilindrata (il che velocizza il lavoro).
- Meno chili da portare in spalla (e sulle braccia, a lungo andare, conta).
- Longevità e semplicità costruttiva (se di buona marca), con meno grattacapi tecnici.
È perfetto per i professionisti che non vogliono fermarsi ogni mezz’ora o appesantire le spalle con un motore più pesante.
Utilizzo limitato e utenti poco esperti – consigliati i 4 tempi
Se invece sei il “giardiniere domenicale,” che si dedica al prato con tranquilla regolarità ma senza esigenze “selvagge,” i 4 tempi possono darti diverse soddisfazioni:
- Semplicità: niente miscela, avvio più facile, meno ruggito.
- Comfort: vibrazioni ridotte e rumore più tenue, ottimo se non vuoi disturbare i vicini (o i tuoi timpani).
- Consumi bassi ed emissioni ridotte: non fumi e non inondi l’aria di particelle di olio.
Ti basta un decespugliatore 4 tempi da 30–35 cc per tenere pulito un giardino medio, con erba ordinaria. E se non sei un grande esperto di motori, apprezzerai la facilità di gestione della benzina “semplice.”
Conclusioni
Tirando le somme, la risposta dipende dall’uso che ne vuoi fare e dalle tue preferenze.
2 tempi:
- Ottimo rapporto peso/potenza, e una gamma vastissima di cilindrate.
- Indicato per usi professionali o per chi vuole massima resa su erba o sterpaglie impegnative.
- Richiede la miscela e produce più rumore, oltre a vibrare un po’ di più.
4 tempi:
- Ideale per chi cerca comfort, semplicità, consumi ridotti e meno emissioni.
- Avvio immediato, nessun odore di miscela e meno vibrazioni.
- Costa un po’ di più e spesso eroga meno potenza a parità di cilindrata.
Quindi, chi vince? Tutto dipende dal tuo stile di lavoro. Se fai il giardiniere di mestiere, ti muovi su grandi superfici, lavori ogni giorno e ami la grinta di un 2 tempi, la scelta è quasi ovvia. Se invece usi il decespugliatore saltuariamente, vuoi ridurre la fatica e il ronzio alle orecchie, e non ti interessa avere la massima potenza possibile, un 4 tempi fa per te.
Non dimenticare poi che esistono differenze anche all’interno della stessa categoria: un 2 tempi di fascia bassa non è necessariamente meglio di un 4 tempi di buon livello, e viceversa. Il marchio, l’assistenza, la disponibilità dei ricambi, contano parecchio nel lungo periodo. Qualunque modello tu scelga, ricordati sempre di fare manutenzione regolare: olio (se 4 tempi) o miscela fresca (se 2 tempi), pulizia del filtro dell’aria, verifica della candela e ingrassaggio della coppia conica.
Alla fine, la cosa importante è trovare un decespugliatore che risponda alle tue esigenze, che tu possa usare con facilità e che non ti lasci esausto dopo mezz’ora di lavoro. E magari, perché no, che ti regali pure un pizzico di soddisfazione nel vedere il tuo prato o il tuo terreno perfettamente in ordine.
